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Dossier 01/17: Pianeta in svendita

Da quando il mondo dell’economia e della finanza ha scoperto che investire in terreni crea profitto, si verificano sempre più casi di land grabbing.

In Indonesia le multinazionali disboscano enormi superfici di foresta tropicale e scacciano la popolazione indigena per coltivare palme da olio. In Africa gli investitori affittano vaste aree per produrre agrocarburanti per le auto. Mentre molte popolazioni rispettano madre terra, gli investitori degradano il suolo per fare businnes. Le conseguenze sono fatali per tutti noi.

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Sguardi 01/17: L’accaparramento di terreni

Chi si sente mancare il terreno sotto i piedi perde l’orientamento, la presa e la stabilità. Per noi questa locuzione descrive solo una sensazione, mentre centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo subiscono direttamente la perdita della propria terra.

Il land grabbing, ossia l’accaparramento di terreni da parte di investitori e multinazionali, toglie a queste persone la terra da sotto i piedi dal punto di vista sia fisico che psichico. Il fatto di poter sfruttare in modo autonomo la terra per garantirsi il proprio sostentamento è un requisito per una vita dignitosa. La maggior parte delle popolazioni indigene considera la terra su cui e di cui vive addirittura come una divinità che dona vita. La terra non è un bene qualunque: è la nostra risorsa vitale. Se viene degradata a puro investimento di capitale, perde lo scopo primario di donare vita.

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