La crisi climatica è grave. I più colpiti sono persone nel Sud globale che meno vi hanno contribuito: è un'ingiustizia.

2 marzo 2022, Lugano/Zurigo - La crisi climatica è grave. A soffrirne maggiormente sono le persone nel Sud globale, che vi contribuiscono di meno. Questo non è giusto. Mentre molte persone non hanno accesso all’energia “pulita”, noi al Nord consumiamo troppa energia. Questo sovra consumo è uno dei più grandi motori della crisi climatica, che provoca fame e povertà alle popolazioni del Sud del mondo. Paesi come la Svizzera, che vivono al di sopra delle loro possibilità, devono quindi fare di più per la protezione del clima e ridurre le loro emissioni di CO2. Ecco perché Azione Quaresimale (già Sacrificio Quaresimale), HEKS/EPER (già Pane per tutti) e Essere Solidali chiedono più giustizia climatica nella Campagna ecumenica 2022.

Se tutte le persone consumassero come noi in Svizzera, sarebbero necessarie le risorse di tre pianeti Terra. Tuttavia, abbiamo solo questo pianeta e deve essere protetto. Per questo motivo la Campagna ecumenica chiede per la Svizzera una riduzione delle emissioni di CO2 con un saldo netto pari a zero entro il 2040. La produzione di energia è responsabile di circa il 70% delle emissioni di CO2 in tutto il mondo. Possiamo e dobbiamo ridurre il nostro consumo di energia, da un lato con un consumo più consapevole e sostenibile, e dall’altro passando alle energie rinnovabili. Questo richiede un cambiamento di pensiero a livello individuale, così come concreti orientamenti politici.
La richiesta «Giustizia climatica. Adesso!» della Campagna ecumenica 2022 di Azione Quaresimale, HEKS/EPER e Essere Solidali vuole sensibilizzare alla protezione del clima, alle energie alternative e alla responsabilità individuale. Questo va di pari passo con i temi fondamentali delle tre organizzazioni, come la difesa dei diritti umani, lo sradicamento della povertà o il diritto al cibo. Abbiamo le conoscenze necessarie, le tecnologie e le risorse per passare alle energie rinnovabili. Azione Quaresimale e HEKS/EPER stanno già promuovendo queste tematiche nei loro progetti. La transizione non deve tuttavia in nessun caso avvenire a spese dei più poveri, ma deve essere piuttosto socialmente e ecologicamente compatibile.

Riconoscere le connessioni globali e agire

«La mia casa è stata inondata», riferisce una donna dall’Indonesia; «abbiamo sempre meno acqua», afferma un uomo dalla Colombia. Per quanto contraddittorie possano sembrare le dichiarazioni delle persone coinvolte, esse hanno origini simili. Il cambiamento climatico è particolarmente devastante nei paesi dove si situano i progetti delle tre organizzazioni. Troppa o troppo poca pioggia, inondazioni, tifoni, siccità, sono eventi meteorologici estremi che causano alla popolazione interessata fame e povertà. Per fermare questo sviluppo, l’aumento della temperatura globale deve essere limitato a 1,5 °C, così come previsto nell’Accordo di Parigi sul clima. Per questo Azione Quaresimale, HEKS/EPER e Essere Solidali prendono anche posizione a livello politico con la Campagna ecumenica e chiedono al Parlamento e al Consiglio federale di rivedere rapidamente la legge sul CO2.

Ulteriore documentazione sul tema:

Per maggiori informazioni:

  • Federica Mauri, media Svizzera Italiana, Azione Quaresimale, , 079 662 45 22

Lugano/Berna, 5 aprile 2021 - La Campagna ecumenica “Giustizia climatica – Adesso” ha suscitato numerose reazioni durante le settimane di Quaresima. Azione Quaresimale e Pane per tutti accolgono con favore questi scambi ricchi e costruttivi che rendono viva la Campagna e consentono di riaffermare l’importanza di sensibilizzare su questi temi.

Quella che si è conclusa ieri, domenica di Pasqua, è la quarta Campagna ecumenica di Azione Quaresimale e Pane per tutti incentrata sul mutamento climatico: la prima era stata proposta già nel 1989. Sarà ricordata per l’ampio dibattito che ha suscitato, a partire dal tema fino all’impegno delle organizzazioni di cooperazione allo sviluppo cristiane, e di conseguenza delle Chiese, a favore dell’ambiente e del diritto al cibo.

Attraverso il manifesto della campagna che recita “Meno consumismo. Abbastanza cibo per tutti” la popolazione svizzera è stata invitata a riflettere sull’impronta ecologica di ciò che consuma. In Svizzera tedesca e francese, sul manifesto è stato proposto l’esempio del consumo di carne. Infatti, la deforestazione delle foreste tropicali causata dalla sua produzione, così come l’elevata domanda di acqua ed energia che richiede, hanno un impatto indiscutibile sul mutamento climatico. Lungi dal voler mettere in cattiva luce o far sentire in colpa chi in Svizzera produce o mangia carne, l’obiettivo principale della Campagna è stato quello di incoraggiare un consumo consapevole del cibo dando la preferenza a prodotti regionali e stagionali. Ciò avvantaggia anche l’agricoltura svizzera.

Per quanto riguarda l’impegno per la giustizia climatica di Sacrifico Quaresimale e Pane per tutti va ricordato che il mutamento climatico è intrinsecamente legato a questioni di giustizia sociale e sicurezza alimentare. I sempre più frequenti eventi meteorologici estremi hanno un impatto diretto sui diritti umani e compromettono il diritto allo sviluppo dei paesi del Sud e il futuro delle prossime generazioni. Da oltre 50 anni Azione Quaresimale e Pane per tutti sensibilizzano la popolazione Svizzera e lavorano per promuovere modelli agricoli ed economici più sostenibili nel Nord e nel Sud del mondo. La Campagna “Giustizia climatica – Adesso” si iscrive in questo solco e persegue gli stessi obiettivi.

In Ticino la novità è stata il giorno di digiuno accompagnato da incontri online

Azione Quaresimale e Pane per tutti tracciano un bilancio positivo della Campagna ecumenica, che ha avuto luogo dal 17 febbraio, mercoledì delle Ceneri, al 4 aprile, domenica di Pasqua. Nonostante le difficili condizioni quadro imposte dal coronavirus, le parrocchie hanno implementato il tema della Campagna ecumenica con molta creatività. In Ticino, grazie all’impegno di diverse parrocchie, si è svolta il 20 marzo la Giornata delle rose. Inoltre, per la prima volta è stato proposto venerdì 26 marzo il digiuno comunitario, accompagnato da cinque incontri online durante i quali il tema è stato approfondito da diversi punti di vista. L’iniziativa ha suscitato interesse e curiosità.

Matthias Dörnenburg, responsabile Campagna ecumenica, Azione Quaresimale, 041 227 59 21, dörnenburg@fastenopfer.ch

Marieta Llanera aus den Philippinen.

Lugano/Berna, 17 febbraio 2021. Tifoni, coste allagate, siccità: la crisi climatica minaccia l'esistenza di milioni di persone nei paesi in via di sviluppo nonostante il fatto che esse non abbiamo quasi contribuito al riscaldamento globale. Pane per tutti, Azione Quaresimale e Essere solidali rivendicano quindi più giustizia climatica: i maggiori responsabili della crisi climatica devono assumersi le loro responsabilità. Anche la Banca Nazionale svizzera (BNS).

Alla fine del 2019, la Banca Nazionale Svizzera (BNS) deteneva azioni del valore di quasi sei miliardi di dollari in società che estraggono combustibili fossili. In questo modo finanzia l’emissione di 43 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente all’anno. «Con la sua strategia di investimento, la BNS favorisce il riscaldamento climatico da quattro a sei gradi», spiega Miges Baumann, responsabile della politica di sviluppo di Pane per tutti, «ben al di sopra dell’obiettivo dell’accordo di Parigi sul clima».

Pertanto, nell’ambito della Campagna ecumenica 2021, Azione Quaresimale, Pane per tutti e Essere solidali lanciano una petizione nella quale si esorta la BNS a rinunciare tutti gli investimenti nei combustibili fossili. Questo manderebbe un segnale importante alla piazza finanziaria svizzera, perché la BNS è uno dei maggiori investitori istituzionali del mondo. Peraltro, con la sua attuale strategia di investimento, la BNS si contrappone anche alle proprie linee guida nell’ambito degli investimenti. Esse stabiliscono infatti che la BNS deve astenersi da investimenti che «violano in modo massiccio i diritti umani fondamentali o causano sistematicamente gravi danni ambientali».

«Giustizia climatica – Adesso!»

La Campagna ecumenica richiama l’attenzione, con lo slogan «Giustizia climatica – Adesso!», sul fatto che le fasce più povere della popolazione nei paesi del Sud del mondo soffrono maggiormente delle conseguenze del riscaldamento globale, malgrado il fatto che vi contribuiscano solo in minima parte. Il 50% della popolazione mondiale più povera è infatti responsabile solo del 10% delle emissioni di gas serra legate al consumo, mentre il 10% della popolazione più ricca ne produce quasi il 50%. «Promuovere una maggiore giustizia climatica è quindi imperativo e non negoziabile», ha spiegato Stefan Salzmann, responsabile di Giustizia climatica per Azione Quaresimale.

Nelle Filippine, il riscaldamento globale ha portato a un forte aumento del numero e dell’intensità dei tifoni. «Adesso contiamo 20 uragani all’anno, cinque dei quali causano gravi danni», ha riferito Marieta Llanera, ospite della campagna di Azione Quaresimale*. Le comunità di pescatori che vivono sulla costa, già sfavoriti, sono i più colpiti da questi fenomeni che minacciano i loro mezzi di sussistenza. Ora devono cambiare le loro attività e concentrarsi maggiormente sulla coltivazione di ortaggi, ciò che spesso pone un problema culturale.

In Indonesia, un paese con 81.000 chilometri di costa, il pericolo maggiore deriva dall’innalzamento del livello del mare. «Se il livello del mare si alza di un metro, andranno persi 90.000 chilometri quadrati di terra», avverte Yuyun Harmono, ospite della campagna di Pane per tutti*. E così 23 milioni di persone sarebbero costrette a fuggire. La crisi climatica può già essere avvertita chiaramente sulla piccola isola di Pari, al largo della capitale Jakarta. Pari è stata allagata due volte nel 2020: questo non era mai accaduto prima. L’impronta climatica dei residenti è minima, ha detto Harmono, ma ora la loro esistenza è minacciata – «un’estrema ingiustizia».

 *Gli ospiti della Campagna ecumenica non raggiungeranno la Svizzera a causa delle misure legate al coronavirus, ma potranno prendere parte agli eventi virtuali.

Stefan Salzmann, Azione Quaresimale, 041 227 59 53, 

Miges BaumannPane per tutti 079 489 3824;

Per domande generali sulla Campagna ecumenica:

Matthias Dörnenburg, responsabile della Campagna ecumenica, Azione Quaresimale, 041 227 59 21,

Il primo gennaio 2021 segna l'inizio dell'attuazione dell'accordo di Parigi sul clima. Dopo la firma, gli Stati membri hanno adottato obiettivi nazionali sul clima e si sono impegnati a rafforzarli ogni cinque anni. Azione Quaresimale e Pane per tutti sperano che questo primo periodo di impegno sia un simbolo di speranza nella lotta alla crisi climatica.

Diverse regioni del mondo sono già gravemente colpite dal cambiamento climatico. In Africa, Asia, America Latina e Oceania, molte popolazioni lo vivono quotidianamente. Le nostre organizzazioni partner segnalano disastri climatici sempre più frequenti e violenti. Le persone che vivono in povertà sono le più colpite, perché non hanno i mezzi per adattarsi alle nuove condizioni di vita. La siccità persistente mette in pericolo il loro diritto al cibo, mentre l’innalzamento del livello del mare li costringe a trasferirsi. MeteoSvizzera ha riferito lo scorso dicembre che il 2020 è stato caldo come il 2018 – un anno record – in Svizzera, come nella maggior parte dei paesi ricchi, ma malgrado ciò quello appena trascorso è stato solo un altro anno segnato da piccoli passi. Data l’ampiezza delle sfide che ci attendono, possiamo chiaramente parlare di negligenza, mancanza di giudizio e visione miope di una situazione che richiederebbe invece la nostra piena attenzione. Anzi, più avanziamo, più diminuiscono i margini di manovra e più a lungo procrastiniamo il nostro agire, più difficile e costosa sarà la lotta al riscaldamento globale e alle sue conseguenze.

Il tempo stringe

È già chiaro fin da ora che è necessario un rafforzamento degli attuali obiettivi climatici perché, per il momento, le promesse non mantenute degli Stati portano ad un riscaldamento di 3-4 gradi, anziché di 1,5-2 gradi previsto dall’accordo. La politica nazionale deve agire ora; ha dimostrato la sua capacità di farlo durante la pandemia di coronavirus. La portata della minaccia rappresentata dalla crisi climatica si profila all’orizzonte, ma è ancora poco compresa. Il periodo fino al 2030 sarà cruciale. A quel punto, saranno necessarie riduzioni sostanziali delle emissioni di CO2 a livello globale. I paesi ricchi, che da un lato sono i maggiori inquinatori del pianeta e, dall’altro, hanno più mezzi finanziari, hanno una grande responsabilità in questo senso.La Svizzera non fa eccezione. La revisione della legge sul CO2 è un buon inizio, ma non è sufficiente. Sono urgentemente necessarie ulteriori misure per garantire un’attuazione coerente dell’accordo, come la decarbonizzazione della piazza finanziaria svizzera e l’abbandono dei combustibili e dei combustibili fossili entro il 2040 al più tardi. Affinché ciò sia possibile, il Parlamento deve agire prima della fine di questa legislatura. In qualità di membri dell’Iniziativa per i ghiacciai chiediamo al governo svizzero di mantenere le promesse fatte al momento della firma dell’accordo di Parigi. L’iniziativa fornisce la base giuridica per abbandonare i combustibili fossili e raggiungere una società zero netto.

Lugano / Berna, 13 aprile 2020 – Le sementi devono appartenere alle contadine e ai contadini che le usano: questo è quanto chiedono più di 2300 persone provenienti da 11 paesi nelle loro lettere inviate alla Seco. La partecipazione a questa azione, organizzata dalle organizzazioni di cooperazione allo sviluppo Azione Quaresimale, Pane per tutti ed Essere solidali nell’ambito della Campagna ecumenica, ha superato ogni aspettativa.

Attualmente la Segreteria di Stato dell’economia (Seco) sta negoziando accordi di libero scambio con diversi paesi, nei quali si esige fra le altre cose, una rigorosa protezione delle varietà vegetali per le sementi. Contadine e contadini si oppongono a questa richiesta perché limiterebbe drasticamente il loro diritto sulle sementi. Nelle ultime settimane la Seco ha ricevuto circa 1300 lettere di protesta da parte di contadini dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina, senza contare le numerose lettere di solidarietà dalla Svizzera. Le lettere sono state firmate da oltre 2300 persone provenienti da undici nazioni. «Le numerose reazioni pervenute da così tanti Paesi dimostrano quanto questo tema sia rilevante per le contadine e i contadini», dichiara Tina Goethe, esperta di diritto al cibo presso Pane per tutti.

 

La Seco ha ora reagito con una presa di posizione ufficiale. In essa, riconosce la preoccupazione degli agricoltori di tutto il mondo per il diritto alle sementi come una questione importante ed esprime l’apertura «a trovare soluzioni alternative individuali con i paesi partner, se necessario». Tuttavia, non si sa come la Svizzera, concretamente, intenda rispondere a queste preoccupazioni. Pane per tutti e Azione Quaresimale continueranno ad impegnarsi per far sì che gli accordi di libero scambio svizzeri non richiedano più severe leggi sulla protezione delle varietà vegetali; lo faranno in particolare nell’ambito della neo-costituita Coalizione per il diritto alle sementi, dove insieme ad altre organizzazioni continueranno anche in futuro a perseguire i loro sforzi sul tema della campagna “Insieme per un’agricoltura capace di seminare il nostro futuro”. Claudia Fuhrer, esperta di diritto al cibo presso Azione Quaresimale sottolinea: «Chi controlla le sementi controlla il cibo. È quindi importante che le contadine e i contadini continuino ad avere accesso illimitato alle sementi, di cui i grandi gruppi agroindustriali non devono avere il monopolio».

Il Covid-19 ha messo la Campagna sottosopra

Poco dopo il lancio della Campagna ecumenica a fine febbraio, la pandemia di coronavirus ha paralizzato la vita pubblica in Svizzera. La maggior parte dei pranzi e delle cene solidali, delle funzioni religiose e degli eventi pubblici previsti hanno dovuto essere cancellati. Anche la tradizionale “Giornata delle rose”, con la vendita di rose per strada a inizio primavera non ha potuto avere luogo. Ciò significa che alle tre organizzazioni di cooperazione internazionale viene a mancare almeno mezzo milione di franchi svizzeri di fondi destinati ai progetti di cooperazione allo sviluppo. Le 80’000 con il marchio Max Havelaar del commercio equo e solidale già ordinate, sono state regalate a case per anziani e ospedali: un gesto che ha avuto un grande riscontro e che ha toccato/colpito molte persone.

Le tre ONG hanno quindi ideato e proposto delle alternative per permettere alle persone di vivere la Campagna, anche da casa propria. «Grazie ad uno sforzo collettivo siamo stati in grado di offrire rapidamente delle alternative e rianimare così lo spirito della Campagna ecumenica» afferma Bernd Nilles, direttore di Azione Quaresimale, che aggiunge: «È tragico che a seguito della situazione venutasi a creare a causa del Covid-19, le offerte destinate ai più poveri siano diminuite molto. Cercheremo di porvi rimedio nel corso dell’anno». Solo nelle prossime settimane sarà possibile determinare in quale misura la pandemia di Coronavirus abbia avuto ripercussioni sulle offerte e l’entità della riduzione.

Secondo Bernard DuPasquier, direttore di Pane per tutti, rimane una consolazione: «Sono particolarmente colpito dall’ondata di solidarietà che stiamo vivendo nel nostro Paese», spiega, sottolineando al contempo che questa solidarietà non dovrebbe limitarsi alla sola Svizzera, ma che l’impegno delle organizzazioni di cooperazione allo sviluppo al Sud è particolarmente importante in questo momento.

Presa di posizione della Seco in merito alla protezione delle varietà vegetali negli accordi di libero scambio:

https://www.seco.admin.ch/seco/it/home/seco/stellungnahmen_medienbeitraege.html#1183045209

 

Galleria di immagini delle persone che hanno firmato e inviato le lettere:

https://vedere-e-agire.ch/lettere/

Per maggiori informazioni:

  • Federica Mauri, comunicazione e PR Azione Quaresimale; , 079 662 45 22
  • Gabriela Neuhaus, responsabile media Pane per tutti, , 031 380 65 71 (D e F)

La Campagna ecumenica in breve

Dal 1969, Pane per Tutti (l’organizzazione di cooperazione internazionale delle Chiese evangeliche della Svizzera) e Azione Quaresimale (l’organizzazione di cooperazione internazionale della chiesa cattolica Svizzera) realizzano ogni anno una Campagna durante i 40 giorni che precedono la Pasqua. Dal 1994 vi collabora anche Essere solidali (l’organizzazione di cooperazione internazionale della Chiesa veterocattolica). La Campagna ecumenica ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle ingiustizie che condannano più di 800 milioni di persone nel mondo a patire a causa della fame e della povertà. Ma il solo prendere coscienza di questa realtà non basta, bisogna anche agire. Per questo motivo le tre organizzazioni di cooperazione allo sviluppo mostrano possibili soluzioni come il cambiare il proprio stile di vita e di consumo, fare un’offerta per sostenere un progetto al Sud o prendere parte ad un’azione, facendo così della Campagna ecumenica il simbolo di una solidarietà vissuta.

L'odierna ``Giornata Mondiale del Suolo`` vuole ricordarci la necessità di un'attenta gestione di questo bene comune. Un suolo sano è fondamentale per il nostro benessere, la sicurezza alimentare mondiale e il funzionamento dell'ecosistema globale.

Il simbolo di una “Terra Madre”, dal cui grembo emerge tutta la vita, ha plasmato le culture del mondo per migliaia di anni. Dalla terra proviene il nostro cibo. Senza sole e acqua nessun vegetale può prosperare, così come nessuna pianta può prosperare senza il suolo, che fornisce supporto e nutrienti. Pertanto la protezione e il mantenimento del suolo e della sua fertilità devono assumere priorità assoluta nel sistema alimentare globale. È importante coltivare il nostro cibo in armonia con questa risorsa vitale.

 

Oggigiorno accade spesso il contrario. In tutto il mondo il suolo è maltrattato: sigillato, compattato, acidificato, sovra fertilizzato, eroso, sovrautilizzato, biologicamente impoverito e avvelenato. Il nostro suolo è lentamente defraudato della sua vitalità. Ogni anno l’attività umana a livello mondiale degrada una superficie di suolo vasta quanto la Svizzera e la tendenza è in aumento. Il cambiamento climatico rappresenta un’ulteriore minaccia. Nelle zone in cui si verificano, per esempio, periodi di siccità che sono in aumento a causa dei cambiamenti climatici, il 70% del suolo è già degradato.

 

Proprio per frenare il cambiamento climatico globale, la speranza più grande è la conservazione e lo sviluppo di terreni fertili che sono in grado di immagazzinare CO2. Infatti le piante estraggono CO2 dall’aria man mano che crescono e la convertono in carbonio. Quando le piante e le loro radici marciscono, la maggior parte di questo carbonio rimane idealmente nel terreno. Un aumento di solo l’1% del contenuto di carbonio del suolo corrisponde alle emissioni totali emesse a livello mondiale dall’impiego di combustibili fossili.

 

Un tale aumento sarebbe possibile solo se si passasse dagli attuali metodi di coltivazione industriale a quelli agro-ecologici. L’agro-ecologia si concentra infatti sull’attenta gestione del suolo coltivato. Già oggi, moltissime persone che praticano l’agricoltura sia con metodi tradizionali sia moderni, sia al Nord sia al Sud, seguono questi metodi, rendendo così un enorme servizio alle generazioni future e al nostro ecosistema. Queste persone sono maestre nell’alta arte di trattare il suolo, le cui peculiarità e esigenze richiedono grandi conoscenze, come un organismo vivente.

 

E lei? Quando è stata l’ultima volta che ha messo le mani nella terra? L’ultima volta che ne ha presa una manciata e l’ha annusata? Forse la Giornata Mondiale del Suolo di oggi le farà venir voglia di riprovare queste sensazioni e di ricollegarsi al suolo che ci nutre e ci sorregge.

 

Azione Quaresimale e Pane per tutti sostengono contadine e contadini del Sud del Mondo che lavorano con metodi di coltivazione agro-ecologica.

 

Lugano/Berna, 9 novembre 2017 – Il 6 novembre a Bonn ha preso avvio la seconda Conferenza mondiale sul clima, dopo l’accordo siglato a Parigi. Sebbene a presiederla sia lo stato insulare delle Figi, che rischia di essere sommerso dal previsto innalzamento dei livelli degli oceani, le richieste giustificate delle persone interessate rischiano di essere dimenticate. Azione Quaresimale e Pane per tutti sono presenti al vertice e accompagnano organizzazioni partner dal Brasile e dalla Repubblica Democratica del Congo, affinché le loro richieste siano ascoltate.

 

 

Due anni fa a Parigi fu siglato il più importante accordo sul clima finora raggiunto nella storia. Gli ambiziosi obiettivi legati alle emissioni che avrebbero dovuto essere messi in pratica secondo le dichiarazioni d’intenti dell’accordo di Parigi, in Svizzera si fanno attendere. Il tempo però stringe. Ancora pochi anni e l’obiettivo di limitare l’aumento della temperatura terrestre a 1,5 gradi sarà irraggiungibile. Attualmente ci stiamo indirizzando verso uno scenario che prevede un aumento fra i 3 e i 6 gradi, al quale la maggior parte dell’umanità non sopravvivrà. Fra questi anche lo stato insulare delle isole Figi, che presiede questa conferenza e che rischia di essere completamente sommerso dal previsto innalzamento dei livelli degli oceani.

 

 

Gli stati insulari ci ricordano la vulnerabilità di moltissime persone svantaggiate. Azione Quaresimale e Pane per tutti portano le loro voci alla Conferenza mondiale sul clima perché il destino delle persone colpite non e stato messo all’ordine del giorno.  I loro argomenti e quelli degli stati a rischio necessitano di scelte coraggiose, ma rischiano di essere declassati dalle altre discussioni al tavolo delle trattative. Sono molto più importanti gli interessi particolari delle singole nazioni e le tattiche di negoziazione.

 

Le persone colpite vanno messe al centro delle discussioni

 

«Si tratta del destino delle persone che soffrono a causa dei mutamenti climatici, ma che non appartengono alla categoria di coloro che li hanno provocati – afferma Stefan Salzman, esperto di politica climatica ed energetica presso Azione Quaresimale –. Il loro adattamento (adaptation) alle nuove condizioni climatiche dovrebbe essere al centro delle discussioni». Da anni la questione dell’adattamento è la principale richiesta a livello di politica climatica da parte di Azione Quaresimale e di Pane per tutti, perché per queste persone i mutamenti climatici già oggi costituiscono una minaccia. Assieme ai partner di progetto nei paesi del Sud, le due organizzazioni di cooperazione internazionale promuovono ad esempio metodi di coltivazione agro ecologici nelle regioni colpite dalla siccità e alla Conferenza sul clima si impegnano affinché l’agro ecologia trovi ascolto anche quale argomento politico.

 

A Bonn si sta discutendo molto più di misure di mitigazione (mitigation), invece di quelle di adattamento: come soluzione al problema climatico si pianificano sempre più progetti di produzione di energie rinnovabili. Assieme alla loro organizzazione partner brasiliana Uma Gota no Oceano, rappresentata dalla sua responsabile Maria Paula Fernandes, Azione Quaresimale e Pane per tutti rammentano l’importanza degli aspetti sociali nella produzione di energia. Altrimenti gli approcci risolutivi non fanno altro che causare nuovi problemi, ancora una volta a scapito dei poveri.

 

Azione Quaresimale e Pane per tutti seguiranno con attenzione anche le posizioni della delegazione svizzera a Bonn, visto che la Svizzera per la prima volta prende parte alla Conferenza mondiale sul clima quale nazione membro a tutti gli effetti. «È richiesta una politica climatica profilata e ambiziosa, che comprenda anche il finanziamento delle necessarie misure, come pure dei danni e delle perdite. Ma come questo debba avvenire, rimane ancora un mistero» conclude Julia Jawtusch, responsabile delle questioni legate al clima presso Pane per tutti.

 

https://azionequaresimale.ch/

http://www.bfa-ppp.ch/

 

Ulteriori informazioni: Stefan Salzmann, esperto di politica climatica ed energetica presso Azione Quaresimale (contattabile tramite le persone indicate sotto)

Federica Mauri, comunicazione e PR, Azione Quaresimale, , 079 662 45 22

Matthias Dörnenburg, portavoce, 079 759 90 22,