Accordo di Parigi: le peggiori conseguenze possono ancora essere evitate

30.12.2020

Il primo gennaio 2021 segna l'inizio dell'attuazione dell'accordo di Parigi sul clima. Dopo la firma, gli Stati membri hanno adottato obiettivi nazionali sul clima e si sono impegnati a rafforzarli ogni cinque anni. Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti sperano che questo primo periodo di impegno sia un simbolo di speranza nella lotta alla crisi climatica.

Diverse regioni del mondo sono già gravemente colpite dal cambiamento climatico. In Africa, Asia, America Latina e Oceania, molte popolazioni lo vivono quotidianamente. Le nostre organizzazioni partner segnalano disastri climatici sempre più frequenti e violenti. Le persone che vivono in povertà sono le più colpite, perché non hanno i mezzi per adattarsi alle nuove condizioni di vita. La siccità persistente mette in pericolo il loro diritto al cibo, mentre l’innalzamento del livello del mare li costringe a trasferirsi. MeteoSvizzera ha riferito lo scorso dicembre che il 2020 è stato caldo come il 2018 – un anno record – in Svizzera, come nella maggior parte dei paesi ricchi, ma malgrado ciò quello appena trascorso è stato solo un altro anno segnato da piccoli passi. Data l’ampiezza delle sfide che ci attendono, possiamo chiaramente parlare di negligenza, mancanza di giudizio e visione miope di una situazione che richiederebbe invece la nostra piena attenzione. Anzi, più avanziamo, più diminuiscono i margini di manovra e più a lungo procrastiniamo il nostro agire, più difficile e costosa sarà la lotta al riscaldamento globale e alle sue conseguenze.

Il tempo stringe

È già chiaro fin da ora che è necessario un rafforzamento degli attuali obiettivi climatici perché, per il momento, le promesse non mantenute degli Stati portano ad un riscaldamento di 3-4 gradi, anziché di 1,5-2 gradi previsto dall’accordo. La politica nazionale deve agire ora; ha dimostrato la sua capacità di farlo durante la pandemia di coronavirus. La portata della minaccia rappresentata dalla crisi climatica si profila all’orizzonte, ma è ancora poco compresa. Il periodo fino al 2030 sarà cruciale. A quel punto, saranno necessarie riduzioni sostanziali delle emissioni di CO2 a livello globale. I paesi ricchi, che da un lato sono i maggiori inquinatori del pianeta e, dall’altro, hanno più mezzi finanziari, hanno una grande responsabilità in questo senso.La Svizzera non fa eccezione. La revisione della legge sul CO2 è un buon inizio, ma non è sufficiente. Sono urgentemente necessarie ulteriori misure per garantire un’attuazione coerente dell’accordo, come la decarbonizzazione della piazza finanziaria svizzera e l’abbandono dei combustibili e dei combustibili fossili entro il 2040 al più tardi. Affinché ciò sia possibile, il Parlamento deve agire prima della fine di questa legislatura. In qualità di membri dell’Iniziativa per i ghiacciai chiediamo al governo svizzero di mantenere le promesse fatte al momento della firma dell’accordo di Parigi. L’iniziativa fornisce la base giuridica per abbandonare i combustibili fossili e raggiungere una società zero netto.